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L'echelle De Jacob

La Leggenda

Una romantica leggenda per un borgo suggestivo come Baveno

Cosa ci colpisce, davvero, di un paesino che visitiamo? Spesso quando decidiamo di intraprendere un viaggio lo facciamo con ben chiaro in mente un preciso itinerario da seguire.

Abbiamo “un piano”, un tour de force da rispettare, un programma ben delineato dove ogni tappa è stabilita in largo anticipo e dove, spesso, sappiamo già esattamente nei minimi dettagli cosa faremo e quando lo faremo.

Ma, viaggiare, è davvero un’esperienza che ci cambia soprattutto quando riusciamo a rubare alla meta che abbiamo scelto qualcosa di più profondo del classico “giro da turista”.

Un esempio? Baveno è il “paese delle rose”.

Magari non lo sapevate ma, adesso, dopo averlo letto, forse non riuscite a tenere a bada la curiosità: come mai proprio Baveno è il borgo che si è meritato questo “titolo” di “paese delle rose”?

La ragione risiede in una leggenda affascinante e romantica. Si narra infatti che tantissimi anni fa sulle sponde del lago Maggiore venne ritrovata una bellissima ragazza: era adagiata vicino all’acqua e la sua bellezza da prodigio addormentato stupì tutti e, soprattutto, stupì il Signore del Castello, Guiscardo il Bello. Ma come fare a risvegliare la fanciulla? Una signora molto anziana e molto saggia sembrò capire subito il da farsi: la ragazza era stata vittima di un sacrilegio e l’unico modo per risvegliarla era farle respirare l’odore delizioso di tutte le rose del lago e poi aspettare che il sole, tramontando, le lasciasse sul volto un po’ di colore rosa.

Questa favola, come ogni favola che si rispetti ha un lieto fine: la ragazza riuscì a risvegliarsi e, dopo essersi  sposata, visse felice con Guiscardo mentre la gente che era stata testimone di quel prodigio decise di chiamare Rosa il monte più alto dei monti che si vedono da Baveno proprio in onore di quanto era accaduto.